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Costantino l’Africano

COSTANTINO L’AFRICANO Indirizzo Arti Figurative Classe IVE a.s.2024-2025 Prof.ssa Donatella Guarino

ABDELA / COSTANTINO L’AFRICANO


Per Abdela, come per gli altri Magister della Leggenda della fondazione della Scuola Medica Salernitana, non esistono fondi storiche che ne attestino l’esistenza. La tradizione popolare tende a riconoscere in Abdela il monaco benedettino Costantino l’Africano.

Costantino l’Africano, nato a Cartagine intorno al 1020, fu il primo grande mediatore tra la scienza medica araba e l’Europa medievale, trasmettendo e traducendo testi fondamentali, creando il linguaggio e la struttura della didattica medica occidentale, e dando vita all’età d’oro della Scuola Medica Salernitana. Conoscendo i dati salienti della sua vita, si può capire come abbia potuto diventare così determinante nell’evoluzione della Scuola. Egli infatti viaggiò moltissimo e soggiornò in diversi paesi acquisendone lingua e tradizioni. Ancora giovane e, secondo Pietro Diacono, per circa trentanove anni, viaggiò in vari paesi, Babilonia (antico nome di Baghdad), quindi Persia, Etiopia ed India. Ciò gli consentì di apprendere diverse lingue e di acquisire le conoscenze del mondo arabo e orientale e studiare grammatica, dialettica, retorica, geometria, aritmetica, matematica, astronomia, negromanzia, musica e fisica dei Caldei, Arabi, Persiani e Saraceni. Ritornato in Egitto, a causa del suo insegnamento avente ad oggetto la molteplicità delle culture e delle tradizioni con le quali era venuto in contatto, fu oggetto di persecuzioni.

Si rifugiò allora in Italia, a Salerno presso la corte di Roberto il Guiscardo. Qui soggiornò tra il 1075 ed il 1077, conoscendo Alfano I, ed insegnò alla Scuola Medica Salernitana. Il suo insegnamento e la traduzione dei libri greci ed arabi che aveva portato con sé, ebbero una notevole influenza sulla Scuola, che raggiunse il suo culmine nel periodo successivo.Da Salerno Costantino raggiunse il monastero di Cassino e, accolto dall’abate Desiderio, futuro Papa Vittore III, si fece monaco. Sistematosi nel monastero, tradusse moltissimi testi da diverse lingue. Tradusse almeno 37 libri dal latino, greco e arabo, introducendo testi di Razes, Ibn Israeli, Haly Abbas (Pantegni), Avicenna, Galeno, e altri. È autore del famoso Liber Pantegni (Theorica e Practica) di medicina ellenistica e islamica, testo base della Scuola Salernitana. Quando Costantino giunse a Salerno, la città già godeva di una certa fama in Europa come centro di medicina pratica. Trattati classici di medicina tradotti più tardi da Costantino dall’arabo in latino, come ad esempio gli Aforismi e i Prognostica di Ippocrate con i relativi commenti di Galeno erano già noti in Italia essendo stati tradotti in latino dal greco. Ma con le sue traduzioni fu il primo a far conoscere in Occidente le grandi opere classiche della medicina araba. Da Costantino l’Africano prende il nome una particolare erba medicinale, la Iera di Costantino, utile per la cura di malattie oculari. Dopo la sua morte nel 1087, continuarono la sua opera i suoi allievi Giovanni Afflacio, probabilmente un arabo convertito di nome Yahva al Falaki, e l’Italico Attone a cui Costantino aveva dedicato la sua traduzione dall’arabo degli Aforismi di Ippocrate con i commenti di Galeno, già conosciuti per essere stati tradotti in latino dal greco. A Costantino va attribuita la traduzione dei primi 2 libri degli Aforismi, mentre l’opera restante si deve al suo allievo Attone.

Morì a Monte Cassino intorno al 1087 . In molte traduzioni scrisse “Ego Constantinus africanus montis cassinensis monacus”, identificandosi come figura cardine nell’incontro delle culture mediche .