Certamente fu salernitano di origine longobarda (non greca). La sua esistenza e la sua attività possono essere verosimilmente collocate tra l’ultimo quarto del X sec. e la prima metà dell’XI. E’ una figura fondamentale della Scuola Medica Salernitana: primo maestro documentato, grande compilatore e riorganizzatore di saperi medici, e creatore di un linguaggio tecnico che ha spianato la strada alla medicina scientifica medievale e alla fama europea della Scuola di Salerno.
Era chierico, forse subdiacono, con legami al Duomo cittadino e alla diocesi. Garioponto fu uno dei primi medici di cui si ha testimonianza in documenti coevi della Scuola Medica Salernitana Viene descritto da Pier Damiani come “senex… vir honestissimus, apprime litteris eruditus medicus” (uomo anziano, onorabile e molto colto) .
Il nome di “Guarimpotus yppodiaconus” compare per la prima volta nel novembre 1035, quando egli sottoscrisse insieme con altri sette testimoni un documento con il quale l’arcivescovo di Salerno Grimoaldo concesse a Iannacio, futuro castaldo del Principato, la chiesa dei Ss. Maria e Giovanni in Vietri che era stata distrutta dai Saraceni e da lui fatta riedificare. È probabile che in questo periodo Garioponto (la cui sottoscrizione segue immediatamente quella dell’arcivescovo Grimoaldo) facesse parte del capitolo metropolitano della cattedrale e vi occupasse anzi un ruolo di qualche prestigio. Nel giugno del 1056 era certamente già morto, perché suo figlio Giovanni si dichiara quondam Guaripoti all’atto di ottenere dalla chiesa di S. Massimo l’uso di un mulino. È considerato il primo maestro storico della Scuola, dove avrebbe formato Alfano, Pietro Clerico, Trotula de Ruggiero e Giovanni Plateario.
La sua opera maggiore è il Passionarius (o Practica morborum), manuale medico in vari libri, organizzato partendo dalla testa fino ai piedi, con indicazioni su diagnosi e cura. Di esso si conservano una sessantina di manoscritti, ed edizioni in stampa del XVI secolo. .
Dalla medicina greca Garimpoto trasse il bagaglio più consistente delle proprie cognizioni, grazie,forse, alla contemporanea presenza in Salerno del monaco greco Saba (morto nel 995), probabilmente medico anch’egli, di poco precedente l’attività di Garioponto. Saba – giunto dalla Sicilia probabilmente per sfuggire all’avanzata islamica nella sua isola natale (o forse mosso solo dalla speranza di visitare le tombe degli apostoli a Roma) – aveva ottenuto nel 986 una charta traditionis proprio di quella chiesa di S. Giovanni “secus mare” a Vietri che era stata poi dotata dall’arcivescovo Grimoaldo di una propria charta libertatis nel 1035, con quella decisione cui anche Garioponto aveva partecipato; non solo, ma, quel che più interessa, il santo monaco greco vi aveva portato i propri libri “totum scriptos manibus ex genere grecorum”. Non si conosce la natura di quei codici, ma non si può escludere che contenessero anche trattati di medicina, praticata forse dallo stesso monaco greco durante la sua permanenza in Campania.
Garioponto stesso nomina poi con una certa familiarità altri medici, membri probabilmente di quella societas doctorum phisicalium della sua città che sono da lui menzionati nella sua opera: un “Paterniano” cui dedicò il De catharticis, esperto in pratiche farmacologiche, che in più di un’occasione chiama “frater”, e un “Albicio” con l’aiuto del quale (e di altri socii) procedette – sempre secondo la sua dichiarazione – alla compilazione e alla revisione del Passionarius.
Altre trattazioni a lui attribuite comprendono:
De Catharticis, De chirurgia, De febribus, De medicamentis expertis, Liber Dynamidios, Liber phisicorum, . Garioponto si distingueva per aggregare e riorganizzare conoscenze mediche greco-latine e galeniche, rendendole più fruibili per lo studio .Creò o contribuì a coniare termini tecnici latini tuttora in uso — come “cauterizzare”, “cicatrizzare”, “gargarizzare” — introducendo un linguaggio medico nuovo, anzi, potremmo dire, moderno .In questo senso, fu un ponte tra la medicina latina/classica e lo sviluppo sistematico della pratica medica a Salerno, gettando le basi per l’approccio scientifico della scuola .