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Trotula De Ruggiero

TROTULA DE RUGGIERO Indirizzo Arti Figurative Classe IVC a.s.2024-2025 Prof.ssa Nuccia Vassallo

Trotula de Ruggiero, o, più semplicemente, Trotula, è una figura straordinaria della medicina medievale, ed è considerata una delle prime donne medico. La sua figura è tuttavia avvolta tra leggenda e confusione storica. Vissuta a Salerno, nell’ XI secolo, fu medica, insegnante, e autrice di testi di medicina, specialmente in ambito ostetrico-ginecologico.
Vissuta a Salerno nella seconda metà dell’XI secolo, fece parte della Scuola Medica Salernitana, considerata il primo centro medico “laico” e multiculturale d’Europa. La sua figura è avvolta tra leggenda e confusione storica.
La tradizione sostiene che:

  • Trotula fosse moglie di Giovanni Plateario, un altro medico famoso appartenente alla Scuola Medica Salernitana, autore del “Liber graduum”, un trattato sui gradi delle sostanze medicinali, con cui collaborò nella medicina.
  • 
Ebbero almeno due figli, tra cui:
  • Matteo Plateario, autore del famoso “Circa instans”, una sorta di erbario medievale molto diffuso in Europa.
  • Giovanni Plateario II, anche lui medico e scrittore, autore della “Practica Brevis” manuale di medicina pratica del XII secolo.

Queste notizie provengono da fonti successive e non sono documentate con certezza assoluta. La parentela e il matrimonio sono probabili, ma non provati storicamente in modo definitivo.
Monica Green, una storica americana della medicina della Princeton University, e altri storici della medicina moderna riconoscono che la figura di Trotula è stata mitizzata, e molte delle informazioni personali (come il matrimonio con Plateario) provengono da tradizioni posteriori, non da fonti coeve certe.
 Tuttavia, il legame tra le famiglie di medici salernitani (come i Plateario e i Ruggiero) è considerato plausibile.

Prove indirette

  • Alcuni manoscritti medievali parlano di una “familia medicorum salernitanorum” (famiglia di medici salernitani), in cui Trota è inserita come madre.
  • 
Lo scritto “Practica secundum Trotam” usa un tono personale, come se fosse opera diretta di una medica esperta, il che rafforza l’idea di una donna realmente attiva nel contesto medico salernitano.
  • Il nome “Trocta mulier Salernitana” appare in almeno due manoscritti conservati oggi a Madrid e Vienna, con riferimenti alla sua competenza medica.
  • 
Monica H. Green, la massima esperta moderna, ha studiato i manoscritti e sostiene:
  • Trota fu una medica realmente esistita, autrice almeno parziale di uno dei testi del “Trotula Ensemble”.
  • Il matrimonio con Plateario è verosimile, ma non dimostrabile con certezza.

Le Opere Attribuite a Trotula

Le opere principali sono un insieme di testi noti come il “Trotula Ensemble”, una raccolta di tre trattati medici scritti in latino. Per molto tempo si pensava che fossero tutti di sua mano, ma studi più recenti indicano che probabilmente sono opere composite di più autori, scritte tra XI e XIII secolo.

  • “De passionibus mulierum ante in et post partum”
(“Sulle malattie delle donne prima, durante e dopo il parto”)
Questo è il trattato più strettamente associato a Trotula. Contiene descrizioni di malattie ginecologiche, trattamenti per problemi mestruali, fertilità, e ostetricia. Usa un linguaggio pratico e mostra conoscenze empiriche.
  • “De ornatu mulierum” (“Sulla cosmetica delle donne”)
Tratta di bellezza, igiene, cura della pelle e dei capelli. E’ spesso citato per il suo approccio alla salute estetica.
  • “Practica secundum Trotam” (o altre versioni simili)
 Compendio di rimedi pratici, anche non legati solo alla ginecologia. Trotula (o Trota) mostra una visione medica attenta alla fisiologia femminile, in particolare:
    • Uso di erbe, oli e impacchi per regolare il ciclo mestruale.
    • Indicazioni sulla cura del neonato e della madre.
    • Attenzione al dolore e al benessere della donna durante il parto.
• Un approccio sorprendentemente empatico e scientifico, per il tempo.

Questi testi furono usati fino al Rinascimento, ed erano molto popolari nelle Università di medicina europee.
Circa l’autenticità di queste opere , secondo la maggior parte degli storici della medicina è evidente che alcune parti sono chiaramente scritte da autori maschili successivi; altri testi potrebbero davvero derivare da una “Trota”, una medica storica realmente esistita.

Monica H. Green, ha dimostrato che una parte consistente dell’opera attribuita a “Trotula” deriva da una donna reale chiamata Trota (non “Trotula”, che è una forma latinizzata successiva).
Sempre secondo la Green, le opere furono poi copiate, ampliate e fuse da diversi autori (uomini e donne) e assegnate alla figura leggendaria di “Trotula”.

Eredità Storica
• Trotula è vista oggi come una pioniera della medicina femminile.
• Il suo nome è stato riscoperto dal femminismo storico e dalla storia della medicina come simbolo dell’autorità intellettuale delle donne medievali.
• È rappresentata in arte, commemorata in targhe e statue e studiata nei corsi di storia della medicina.

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